Breve Riepilogo
Il video esplora l'età arcaica della storia greca, concentrandosi sulla nascita della polis, la riforma oplitica e la costruzione dell'identità greca. Viene analizzato come le città-stato si sono evolute, come le tattiche militari hanno influenzato la società e come i Greci hanno sviluppato un senso di identità comune.
- Nascita della Polis: Evoluzione da insediamenti urbani a entità politiche e sociali complesse.
- Riforma Oplitica: Introduzione di nuove tattiche militari che hanno portato a cambiamenti sociali e politici.
- Identità Greca: Sviluppo di un'identità culturale comune attraverso lingua, religione e istituzioni condivise.
Introduzione [0:00]
Il video introduce l'età arcaica greca, un periodo di ripresa dopo i secoli bui, caratterizzato dalla rinascita della scrittura, dalla ripresa dei commerci e dalla crescita demografica. Si discute come questo periodo sia fondamentale per la nascita della polis, la diffusione del combattimento oplitico, il fenomeno della colonizzazione, la comparsa dei primi codici di leggi scritte e l'ascesa dei tiranni. Il video si concentra su tre aspetti chiave: la nascita della polis, la riforma oplitica e la costruzione dell'identità greca.
La nascita della Polis [2:03]
La polis, o città-stato, è definita come un insediamento urbano con leggi proprie e controllo sulle campagne circostanti. La polis non nasce dal nulla, ma è il risultato di un processo iniziato con il crollo dei palazzi micenei. Il termine "polis" deriva da una radice indoeuropea che originariamente indicava un insediamento urbano fortificato. Con il crollo della società micenea, il potere passò alle famiglie aristocratiche che possedevano la terra (chora). Il Basileus, un esponente di questa aristocrazia, doveva garantire l'equilibrio tra le famiglie aristocratiche. Nacquero consorzi aristocratici come le eterie e le fratrie. Urbanisticamente, il palazzo del vanax fu sostituito dal tempio della divinità cittadina sull'acropoli. La parola "polis" cambiò significato, indicando non solo la città, ma anche il corpo politico degli aristocratici. La polis divenne una città-stato con uno spazio sacro sull'acropoli, un agglomerato urbano (astu) e lo sfruttamento agricolo della chora. L'accesso dei piccoli proprietari e degli artigiani alle decisioni politiche completò la trasformazione della polis.
La falange oplitica [9:08]
La Grecia, con il suo territorio collinoso e poche pianure fertili, era spesso teatro di guerre tra le poleis per le risorse. Inizialmente, le guerre erano faide tra famiglie aristocratiche ispirate ai valori omerici. La guerra lelantina tra Eretria e Calcide fu un esempio di questo tipo di conflitto. Tuttavia, con la crescita delle comunità, le guerre divennero più orientate all'occupazione permanente del territorio nemico. La guerra tra Sparta e Messene portò alla distruzione di Messene e all'asservimento della sua popolazione. Per perseguire questi obiettivi, fu necessario coinvolgere la popolazione lavoratrice nella difesa, portando alla riforma oplitica. Gli opliti, fanti reclutati tra il popolo, erano armati con lance e scudi (oplon). La falange, una formazione serrata di opliti, divenne sempre più importante negli scontri. La coppa di amatunte e l'olpe Chigi forniscono rappresentazioni iconografiche della falange oplitica. Con la riforma oplitica, l'attività militare cessò di essere esclusiva degli aristocratici, e i nuovi ceti acquisirono potere contrattuale per chiedere diritti politici. Nacquero assemblee del popolo in armi (Ecclesia), ma il potere decisionale rimase in gran parte nelle mani dell'aristocrazia.
Stati etnici e federali [16:43]
Le poleis non si diffusero uniformemente in tutta la Grecia. In alcune regioni, come Epiro, Tessaglia, Etolia, Focide, Elide e Arcadia, si formarono stati territoriali o etnici. Gli abitanti di queste regioni avevano una forte identità etnica, parlavano lo stesso dialetto, condividevano miti e veneravano una divinità tutelare comune. I santuari come quello di Apollo a Termos e di Zeus a Dodona erano centri di culto e luoghi di incontro per discutere questioni politiche. I greci delle poleis avevano un'opinione negativa di questi altri greci, considerandoli arretrati. Tuttavia, il mondo delle poleis non era necessariamente incompatibile con quello degli stati etnici, e si svilupparono forme ibride come le realtà federali (coinon). Nella Beozia, le poleis erano consapevoli di far parte di uno stesso gruppo etnico e condividevano un dialetto e un repertorio mitologico comune. In Tessaglia, città come Larissa, Fere e Farsalo dominavano molti villaggi e si riunivano per concordare una politica comune ed eleggere un tagos.
Identità greca [22:40]
Durante l'età arcaica, si diffuse il concetto di grecità, l'idea che i greci, pur divisi politicamente, fossero parte di un medesimo popolo. I greci si chiamavano "hellenes", termine che iniziò a diffondersi in età arcaica. L'origine del termine va cercata nella popolazione degli elleni che abitavano la Ftia. Elleno, il primo greco, era descritto come abitante della Tessaglia. Erodoto definì l'identità greca come legata a legami di parentela, lingua comune, abitudini e pratiche religiose. La religione rivestì un ruolo importante nella diffusione di un'identità greca comune. Attorno ai santuari si costruirono comunità interstatali, come le anfizionie. L'anfizionia delfica controllava il santuario di Apollo a Delfi e riuniva quasi tutta la Grecia. I giochi olimpici, celebrati ogni quattro anni a Olimpia, contribuirono alla costruzione di un'identità greca comune. La partecipazione ai giochi si estese a tutti i greci, dalla madrepatria alle colonie. A metà del VII secolo a.C., si era affermata l'idea che tutte queste comunità fossero espressione di un medesimo popolo. In età arcaica, la colonizzazione aveva portato comunità di greci a insediarsi in tutto il Mediterraneo.