Breve Sommario
Il Risorgimento è un periodo cruciale della storia italiana che culmina con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861. Questo processo, radicato in un'antica idea di unità nazionale, è stato influenzato dall'occupazione napoleonica, dal Romanticismo e dalla Restaurazione. Figure chiave come Mazzini, Cavour e Garibaldi hanno giocato ruoli determinanti, sebbene con visioni diverse sul futuro dell'Italia.
- L'idea di nazione italiana si sviluppa nell'Ottocento, influenzata da Napoleone e dal Romanticismo.
- Mazzini promuove un'Italia unita attraverso il coinvolgimento popolare e una "religiosità politica".
- Cavour modernizza il Piemonte e stringe alleanze strategiche per favorire l'unificazione.
- Garibaldi guida la spedizione dei Mille, conquistando il Sud Italia e aprendo la strada all'unificazione.
Intro [0:00]
Il Risorgimento è una fase storica fondamentale per l'Italia, che mostra come il paese si è formato e nato, con i suoi ideali e limiti. Questo lungo percorso inizia nell'Ottocento e si conclude nel 1861 con la proclamazione del Regno d'Italia, continuando poi con la presa di Roma e del Veneto, e forse fino alla Prima Guerra Mondiale.
Chi sono (e cosa faccio qui) [1:12]
Il presentatore, Ferretti, è un insegnante di storia e filosofia che realizza video di spiegazione su questi temi, seguendo il programma delle scuole superiori con approfondimenti. Questo video fa parte di un ciclo chiamato "Grandi per gli storici in un'ora" o "Grandi filosofi in un'ora", in cui sintetizza un argomento ampio in un'ora, utile per ripassare dopo aver studiato.
La questione nazionale [1:46]
Il Risorgimento è quella fase storica dell'Ottocento in cui risorge l'idea di un'Italia unita, un'idea di unità nazionale che si concretizza con l'unificazione del 1861, ma che ha radici antiche. L'Italia era stata unita solo ai tempi dell'Impero Romano. All'inizio dell'Ottocento, l'idea di Italia a livello popolare non esisteva, né un sentimento italiano nella popolazione, né una lingua italiana parlata. Faceva eccezione un piccolo gruppo di intellettuali che aveva mantenuto viva l'idea di un'Italia intellettuale. A inizio Ottocento si tenta di coinvolgere le masse, con difficoltà. Tre fattori fondamentali portano a questa revisione: l'arrivo di Napoleone, la diffusione del sentimento romantico e la Restaurazione.
Le rivolte del 1820-21 [6:43]
I primi segni della volontà di unificazione nazionale comparvero in Italia tra il 1820 e il 1821, tramite associazioni segrete come la Carboneria. Queste società segrete, composte da giovani intellettuali, universitari e ufficiali, avevano intenti liberali e borghesi, ma i loro piani non erano chiari, rappresentando un limite. Le rivolte del 1820-21 fallirono perché non riuscirono a coinvolgere il popolo. La prima rivolta avvenne in Campania, a Nola, dove ufficiali guidati da Guglielmo Pepe chiesero una costituzione. La rivolta ebbe successo iniziale, ma il fronte si spaccò e Ferdinando represse la rivolta. A Palermo, la rivolta voleva autonomia, ma fu repressa duramente. In Lombardia, una rivolta fu sventata con l'arresto di Pietro Maroncelli e Silvio Pellico. In Piemonte, una rivoluzione guidata da Santorre di Santarosa chiese una costituzione, ma Carlo Felice represse la rivolta.
Modena nel 1831 [13:04]
Nel 1830-31, un evento degno di nota riguarda il Ducato di Modena. Ciro Menotti, un imprenditore, aveva un programma di rivolta conosciuto dal duca Francesco IV, che inizialmente lascia fare per diventare re di uno stato unitario nel centro Italia. Francesco IV tradisce Menotti, lo fa arrestare e uccidere, ma la rivolta scoppia lo stesso in Toscana e nello Stato Pontificio, sedata dagli austriaci. Novità: non più ufficiali dell'esercito, ma borghesi a smuovere la rivolta, e il tradimento dei sovrani.
Le idee di Mazzini [15:04]
Il fallimento dei moti del 1820-21 e del 1831 spinse alcuni intellettuali a riflettere sui limiti di queste azioni. Giuseppe Mazzini divenne la figura di riferimento, rendendosi conto che i metodi della Carboneria non funzionavano perché agivano nell'ombra senza coinvolgere il popolo. Mazzini elaborò un nuovo progetto politico per coinvolgere le masse, puntando su una "religiosità politica" laica, in cui la lotta per la patria era una missione divina. Mazzini spinse per l'associazionismo e le cooperative per superare le barriere sociali. Mazzini immaginava un'Italia unita, grande e importante, una "terza Roma" che unisse il mondo con lo spirito. Mazzini fondò la Giovine Italia e la Giovine Europa per fare propaganda politica. Il messaggio mazziniano ebbe successo, affascinando giovani intellettuali come Garibaldi. I moti mazziniani degli anni 1830-40 fallirono, come l'esempio dei fratelli Bandiera, segno che le idee di Mazzini facevano fatica a prendere piede.
Moderati e federalisti [22:29]
Oltre alle idee di Mazzini, c'erano anche correnti moderate, con esponenti cattolici che pensavano a un'Italia unita. La corrente neoguelfa, con Vincenzo Gioberti, voleva un'Italia unita in forma confederale sotto la presidenza del Papa. Cesare Balbo corresse il tiro, tenendo conto degli austriaci. Massimo d'Azeglio preferiva affidarsi alla forza dell'esercito sabaudo. Carlo Cattaneo proponeva una repubblica federale, tenendo conto delle diversità regionali.
L'elezione di Pio IX [26:46]
Tra il 1846 e il 1848, l'elezione di Pio IX diede uno slancio alle speranze. Pio IX sembrava aperto alle istanze liberali, con un'amnistia per i detenuti politici e una consulta di stato. Nel 1847, una crisi economica spinse a realizzare una lega doganale tra Piemonte, Toscana e Stato della Chiesa.
La Prima guerra d'indipendenza [28:26]
Nel gennaio 1848, una rivolta a Palermo spinse Ferdinando II a concedere la costituzione. Altri sovrani italiani fecero lo stesso, tra cui Carlo Alberto di Savoia, che concesse lo Statuto Albertino. Nel marzo 1848, Milano e Venezia si ribellarono all'impero austriaco. Venezia proclamò la rinascita della repubblica veneziana, mentre a Milano ci furono le cinque giornate di Milano. Il Piemonte dichiarò guerra all'Austria, iniziando la Prima Guerra d'Indipendenza, aiutato da altri stati italiani. La guerra andò male, e Carlo Alberto fu sconfitto a Custoza.
L'esito del 1848-49 [34:25]
Nel 1848, la situazione italiana era ancora in divenire. A Roma, l'uccisione del primo ministro del Papa portò alla nascita della Repubblica Romana, con Mazzini e Garibaldi. Anche in Toscana si formò un governo rivoluzionario. Carlo Alberto riprese la guerra contro l'Austria, ma fu sconfitto a Novara e abdicò in favore di Vittorio Emanuele II. Gli austriaci repressero le rivolte e occuparono Venezia. A Roma, la Repubblica Romana resistette, ma il Papa chiese aiuto alle potenze europee. La Francia intervenne e restituì Roma al Papa. Il 1848-49 fu un fallimento perché le rivolte non riuscirono a coinvolgere il popolo e non ebbero la forza di resistere all'intervento di potenze straniere.
L'emergere di Cavour [39:39]
Gli anni 1850 furono duri per i patrioti italiani. In Piemonte emerse Camillo Benso conte di Cavour, che divenne capo del governo nel 1852. Cavour mantenne in vita lo Statuto Albertino e cercò la fiducia del parlamento. Cavour strinse un'alleanza con Urbano Rattazzi, creando una grande maggioranza di centro. Il Piemonte fu protagonista di grandi cambiamenti politici, economici e sociali, con una forte spinta alla laicizzazione e grandi investimenti nell'agricoltura e nelle ferrovie. Il Piemonte divenne la prima potenza economica italiana.
La Società nazionale [43:10]
Cavour conquistò molti patrioti risorgimentali, garantendo un certo margine di libertà. Gli stessi mazziniani fondarono società di mutuo soccorso. Mazzini fondò il Partito d'Azione, ma rimase colpito dal fallimento del 1848-49. Alcuni mazziniani si aprirono a idee socialiste, come Pisacane, che tentò una rivolta nel Regno di Napoli, ma fallì. In Piemonte si formò una Società Nazionale, con patrioti che si allearono con i Savoia per l'unificazione.
Gli accordi di Plombières [47:05]
Nel 1853 scoppiò la guerra di Crimea, in cui Cavour mandò uomini ad aiutare gli ottomani. Cavour partecipò al congresso di Parigi, facendo presente la situazione caotica in Italia. Cavour convinse Napoleone III a firmare gli accordi di Plombières nel 1858, in cui la Francia sarebbe entrata in gioco a sostegno del Piemonte contro gli austriaci per creare una nuova Italia divisa in tre parti.
La Seconda guerra d'indipendenza [51:10]
Cavour diede ordine ai cacciatori delle alpi di Garibaldi di muoversi lungo il confine, provocando l'Austria a dichiarare guerra al Piemonte nel 1859, facendo scoppiare la Seconda Guerra d'Indipendenza. Franco-piemontesi ottennero grandi vittorie, ma Napoleone III firmò una pace separata con l'Austria. Toscana e l'Emilia Romagna si ribellarono e chiesero l'annessione al Piemonte. Cavour offrì a Napoleone III Nizza e la Savoia in cambio dell'annessione al Piemonte di Toscana e l'Emilia Romagna. Garibaldi partì da Genova per la Sicilia, liberandola e risalendo l'Italia. Garibaldi represse le rivolte contadine, come quella di Bronte. Garibaldi arrivò a Napoli, dove si bloccò. Cavour, preoccupato che Garibaldi attaccasse Roma, mandò Vittorio Emanuele II ad andare incontro a Garibaldi. A Teano, Garibaldi consegnò al re il Sud Italia.
Conclusione [58:53]
Nel marzo 1861 venne proclamata la nascita del Regno d'Italia. L'unificazione fu varata su due direttrici, dall'alto e dal basso, ma a vincere fu l'iniziativa dall'alto. L'unificazione italiana può essere vista come una sede di annessione di espansione del Piemonte. I vinti furono i democratici mazziniani e i cattolici.