Breve Riepilogo
Questo video racconta la vita di Simone Jacob, poi Veil, dalla sua infanzia a Nizza, attraverso l'orrore della deportazione ad Auschwitz, fino al suo impegno politico per i diritti delle donne e la costruzione europea. Il video mette in evidenza la sua resilienza, il suo coraggio e il suo impatto duraturo sulla società francese ed europea.
- Infanzia e giovinezza a Nizza
- Deportazione ad Auschwitz e sopravvivenza
- Impegno politico per i diritti delle donne, in particolare la legalizzazione dell'aborto
- Ruolo nella costruzione europea e presidenza del Parlamento Europeo
- Riconoscimenti finali: autobiografia, Académie Française e ingresso al Panthéon
Infanzia e Giovinezza [0:17]
Simone Jacob nasce a Nizza nel 1927, ultima di una famiglia numerosa ebrea non praticante. Cresce in un ambiente familiare affettuoso, legata ai suoi fratelli e sorelle, e gode del clima mite del sud della Francia. Nonostante non ami particolarmente la scuola, la madre la spinge a studiare per garantirle l'indipendenza economica.
La Guerra e la Deportazione [1:06]
Nel 1939, con lo scoppio della guerra, la situazione per gli ebrei in Francia diventa sempre più pericolosa. Nel 1943, Simone viene arrestata e deportata ad Auschwitz-Birkenau insieme alla madre e a una delle sue sorelle. Nel campo di sterminio, Simone viene tatuata con il numero 78651 e costretta a lavorare in condizioni disumane. La madre muore nel campo, ma Simone e la sorella riescono a sopravvivere fino alla liberazione.
Ritorno alla Vita e Matrimonio [2:21]
Dopo la liberazione, Simone fatica a ritrovare una vita normale. Si dedica alla sorella malata, intraprende studi di scienze politiche e incontra Antoine Veil, che sposerà poco dopo. La coppia avrà tre figli, ma Simone è determinata a non rinunciare alla sua carriera professionale.
Impegno nella Magistratura [2:57]
Nel 1956, Simone supera il concorso per la magistratura e viene assegnata alla direzione dell'amministrazione penitenziaria. Durante le sue ispezioni nelle prigioni francesi, rimane sconvolta dalle condizioni di vita dei detenuti e si impegna a migliorarle, concentrandosi in particolare sulle donne e sui prigionieri della guerra d'Algeria. Crede fermamente che la prigione debba rispettare la dignità dei detenuti e offrire loro la possibilità di reinserirsi nella società.
La Lotta per la Legalizzazione dell'Aborto [3:34]
Negli anni '70, Simone Veil si batte per la legalizzazione dell'aborto in Francia. All'epoca, l'aborto è illegale e le donne che vi ricorrono rischiano la prigione. Simone comprende che la legge non impedisce l'aborto, ma costringe le donne a praticarlo in condizioni pericolose. Nel 1974, diventa Ministro della Sanità e propone una legge per legalizzare l'aborto, sostenendo che le donne devono avere il diritto di scegliere se interrompere o meno una gravidanza in caso di difficoltà.
La Legge Veil [4:39]
La proposta di legge di Simone Veil suscita forti polemiche, ma ottiene anche il sostegno del movimento femminista e dell'opinione pubblica. Nel 1975, la legge Veil viene promulgata, rappresentando una svolta fondamentale per l'emancipazione delle donne in Francia.
L'Impegno Europeo [4:58]
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Simone Veil si impegna nella costruzione europea, convinta che l'unione delle nazioni sia la chiave per evitare nuovi conflitti. Nel 1979, diventa la prima donna Presidente del Parlamento Europeo, un ruolo che ricopre con passione e dedizione.
Gli Ultimi Anni e il Panthéon [5:33]
Nel 2007, Simone Veil pubblica la sua autobiografia, che diventa un best-seller. L'anno successivo viene eletta all'Académie Française. Muore nel 2017 all'età di 89 anni. Nel 2018, su richiesta popolare, viene trasferita al Panthéon, accanto ai grandi uomini e alle grandi donne della storia francese. La sua vita è un esempio di coraggio, resilienza e impegno per la giustizia e i diritti umani.