Breve Riepilogo
Il video esplora il fenomeno della colonizzazione greca nel Mediterraneo durante l'età arcaica, analizzando le cause, le modalità e le conseguenze di questo processo. Vengono esaminate le motivazioni che spinsero i Greci a fondare colonie, come la pressione demografica, le guerre civili (stasis) e la ricerca di nuove risorse. Si discute anche il ruolo delle città madri (metropoli) e dei fondatori (ecisti) nel processo di colonizzazione, nonché l'impatto di questo fenomeno sulle popolazioni indigene.
- Cause della colonizzazione greca: pressione demografica, stasis, ricerca di risorse.
- Ruolo delle metropoli e degli ecisti nel processo di colonizzazione.
- Impatto della colonizzazione sulle popolazioni indigene.
Introduzione [0:00]
Intorno al 680 a.C., l'aristocratico Pario Telesicle ricevette l'oracolo di guidare una spedizione verso l'isola di Taso. La storia di Telesicle è simile a quella di molti altri Greci che fondarono colonie nel Mediterraneo durante l'età arcaica. Questo periodo vide molte città greche fondare colonie in Sicilia, Italia, sul Mar Nero e persino in Africa.
Alle origini della colonizzazione [1:34]
Nel VIII secolo a.C., le poleis greche erano caratterizzate da un'atmosfera di fervore, con l'affermarsi delle aristocrazie terriere e un aumento demografico. Tuttavia, esistevano anche disuguaglianze sociali, con povertà e schiavitù diffuse. La geografia limitava l'espansione delle poleis, portando a carestie e guerre. In questo contesto, la colonizzazione rappresentava una soluzione per alleviare la pressione demografica, fuggire da conflitti e mire espansionistiche. Le colonie erano chiamate "apoikia", che significa "allontanamento da casa", e mantenevano legami con la città madre (metropoli).
I Greci sulle rotte del Mediterraneo [7:01]
I Greci erano abili navigatori già prima dell'epoca della colonizzazione. I Micenei intrattenevano rapporti commerciali con Cipro, la costa siro-palestinese, la Sicilia, l'Italia meridionale e la Sardegna. Dopo il crollo della civiltà micenea, i Cretesi mantennero vivi questi contatti, fungendo da scalo per i Fenici. Gli abitanti di Samo fondarono avamposti in Cilicia, mentre i Rodi si insediarono in scali commerciali. Nel Mediterraneo occidentale, gli Eubei appresero le rotte dai Fenici e fondarono avamposti sulle coste dell'attuale Tunisia, per poi insediarsi a Corcira e oltrepassare lo stretto di Messina. Intorno al 780 a.C., fondarono un avamposto sull'isola di Ischia, commerciando con gli Etruschi e producendo vino.
Calcide e le prime colonie [13:14]
I Calcidesi dell'Eubea furono tra i primi a fondare colonie in Occidente. Le tensioni tra Calcide ed Eretria per il possesso della pianura di Lelanto generarono instabilità e spinsero molti a cercare nuove terre. I Calcidesi fondarono Kuma in Campania nel 740 a.C., e Naxos, Leontini e Catania in Sicilia. Fondarono anche Zancle (Messina) e Reggio sulle sponde dello Stretto di Messina, diventando un nodo strategico per il traffico. Ogni colonia era autonoma, con un proprio governo, ma spesso entravano in guerra tra loro.
Corinto tra stasis e commercio [18:28]
Corinto emerse come una potenza grazie alla competizione interna tra le famiglie nobiliari. Nel 747 a.C., un'insurrezione aristocratica depose l'ultimo re, dando avvio al dominio oligarchico dei Bacchiadi. La concentrazione del potere generò faide interne, spingendo molti aristocratici a cercare fortuna oltremare. La posizione geografica di Corinto favorì la colonizzazione, con i porti di Lecheo e Kencree che garantivano l'accesso al Mar Egeo e al Mar Ionio. I mercanti corinzi sfruttarono queste vie, e intorno al 734 a.C. fondarono Corcira e Siracusa.
Gli Achei e la Magna Grecia [23:22]
Gli Achei, provenienti da una regione con poche valli fertili, si stanziarono a nord del Peloponneso. La combinazione di crescita demografica e scarsità di terra coltivabile li spinse a cercare nuovi spazi oltremare. Le colonie achee divennero il cuore pulsante della grecità occidentale, dando origine al concetto di Magna Grecia. La prima colonia achea in Italia fu Sibari, fondata nel 709 a.C., seguita da Crotone e Metaponto.
Le colonie di Sparta [27:59]
A Sparta, la colonizzazione fu una conseguenza della guerra con i Messeni. Invece di esportare popolazione, Sparta conquistò e ripartì le campagne della Messenia. La guerra produsse i Parteni, privati dei diritti politici, che guidati da Falanto fondarono Taranto nel 706 a.C. Un'altra colonia legata a Sparta era Cirene, fondata da Batto intorno al 631 a.C.
Mileto sul Mar Nero [31:43]
Circa un secolo dopo le colonie in Sicilia e Italia, Mileto intraprese un'intensa attività colonizzatrice sulle coste del Mar Nero. I conflitti con le popolazioni lidie spinsero gli abitanti di Mileto a cercare nuove terre. Le prime colonie milesie sul Mar Nero furono Istro, Sinope, Apollonia e Trapezunte. Successivamente, si aggiunsero Tomi, Olbia, Panticapeo e altre.
Come si fonda una colonia? [35:07]
La fondazione di una colonia era un atto solenne. Il primo passo era la designazione di un ecista, che si recava all'oracolo di Apollo a Delfi per ottenere l'approvazione divina. Una volta ricevuta la risposta, l'ecista organizzava la spedizione, preparando navi, armi, viveri e simboli sacri. Arrivati sul sito, l'ecista tracciava un solco sacro per delimitare i confini della nuova fondazione.
Tra Greci e Barbari [39:19]
I nuovi coloni spesso si insediavano in aree già abitate da comunità indigene. La presenza di popolazioni locali era funzionale ai coloni, che avevano bisogno di donne indigene per garantire la continuità demografica. L'impatto demografico sul mondo indigeno fu rapido, con il declino di molti villaggi. Il rapporto tra Greci e indigeni poteva essere violento o basato su matrimoni e alleanze politiche.