Breve Sommario
Il video presenta i "10 Comandamenti del Fotografo", offrendo spunti di riflessione per migliorare l'approccio alla fotografia. Si sottolinea l'importanza della visione personale, della luce, della composizione, della selezione degli scatti e della stampa come fine ultimo del processo fotografico. L'obiettivo è stimolare un ragionamento più profondo e consapevole dietro ogni immagine, incoraggiando a privilegiare la qualità sulla quantità e a valorizzare il soggetto attraverso la tecnica.
- Visione personale e curiosità nel vedere ciò che gli altri non vedono.
- Importanza della luce come elemento chiave e della sua gestione consapevole.
- Composizione curata in fase di scatto, evitando ritagli eccessivi in post-produzione.
- Selezione rigorosa delle foto, privilegiando la qualità e l'efficacia del singolo scatto.
- Stampa come coronamento del processo fotografico e testimonianza duratura.
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Gli autori introducono il video scherzando e invitando all'iscrizione al canale, sottolineando l'importanza di attivare la campanella e lasciare un like. Ricordano inoltre di consultare i link in descrizione per accedere ai video corsi e di iscriversi alla mailing list sul sito fotografiafineart.it per essere aggiornati sui nuovi workshop. Spiegano che l'idea dei "10 Comandamenti del Fotografo" nasce da conversazioni con altri fotografi esperti, con l'obiettivo di identificare le caratteristiche che distinguono un fotografo che "pensa" da tale da uno che si limita a scattare. Si osserva un decadimento nella qualità generale delle immagini negli ultimi anni e si propone una riflessione sui principi fondamentali che guidano i fotografi di successo.
1° Comandamento: Il fotografo vede ciò che gli altri non vedono [4:30]
Il primo comandamento afferma che il fotografo deve essere in grado di vedere ciò che sfugge agli altri, grazie a curiosità, empatia e capacità di porsi domande. Questo implica uno sguardo più profondo e una previsualizzazione di come la fotocamera interpreterà la scena. Il fotografo deve saper cogliere i giochi di chiaroscuro e sfruttare le occasioni di luce, tenendo conto della gamma dinamica del sensore. Si tratta di "fotografare senza fotografare", ovvero di avere una visione della scena e di ragionare come se si avesse già la macchina fotografica in mano. Viene citata la masterclass sul ritratto con Massimo D'Angelo, durante la quale è emersa l'importanza di osservare la luce in ogni situazione, anche in contesti inaspettati come lo studio del dentista.
2° Comandamento: In principio c'era la luce [6:58]
Il secondo comandamento sottolinea l'importanza fondamentale della luce per il fotografo, paragonandola alla farina per il fornaio. Si evidenzia come questa consapevolezza si stia perdendo a causa delle moderne fotocamere che compensano automaticamente le carenze di luce. Si critica la tendenza a fotografare solo con luce ambiente, trascurando l'importanza di saperla gestire e manipolare. Si invita a tornare a vedere e usare la luce, sia naturale che artificiale (flash o luce continua), considerandola l'elemento primario su cui concentrarsi, prima ancora della composizione e del momento. Viene menzionato il corso Masterfash come strumento per acquisire competenze tecniche sull'uso del flash.
3° Comandamento: La composizione si fa in camera [10:29]
Il terzo comandamento afferma che la composizione deve essere curata in fase di scatto e non demandata alla post-produzione. Si critica l'abitudine di ritagliare eccessivamente le foto, incentivata dalle case produttrici e dall'uso di ottiche tuttofare. Si sottolinea che l'attitudine mentale del fotografo deve essere quella di concentrarsi sull'inquadratura e sulla composizione al momento dello scatto, limitando al minimo gli interventi successivi. Si critica l'uso eccessivo del 35mm come focale unica, trascurando le opportunità creative offerte dai teleobiettivi, sia nel ritratto che nel paesaggio.
4° Comandamento: Lo sfondo è metà della fotografia [14:43]
Il quarto comandamento evidenzia l'importanza dello sfondo come elemento fondamentale della fotografia, spesso trascurato dai fotografi amatoriali. Si sottolinea che lo sfondo non deve distrarre o contrastare con il soggetto, ma deve integrarsi armoniosamente e contribuire a raccontare la storia. Si cita l'esperienza dei workshop, dove spesso si riscontrano sfondi inadatti o caotici. Si invita a considerare lo sfondo come un "altro soggetto" e a dedicargli la stessa attenzione riservata al soggetto principale.
5° Comandamento: Prima di aggiungere, togli [15:55]
Il quinto comandamento invita a semplificare l'inquadratura, eliminando gli elementi superflui e concentrandosi sull'essenziale. Si critica la tendenza a "buttare tutto dentro", tipica di chi utilizza smartphone o ottiche grandangolari. Si suggerisce di ispirarsi ai fotografi del National Geographic degli anni '60 e '70, maestri nell'arte della sottrazione. Si sottolinea che il processo sottrattivo è uno dei più importanti per un fotografo evoluto.
6° Comandamento: Il soggetto viene prima della tecnica, ma la tecnica è al servizio del soggetto [18:53]
Il sesto comandamento afferma che il soggetto è l'elemento chiave della fotografia, ma la tecnica è fondamentale per valorizzarlo e comunicare un'idea. Si critica l'atteggiamento di chi trascura la tecnica, affidandosi esclusivamente all'automatismo della macchina o alla post-produzione. Si sottolinea che la tecnica, compreso l'uso della luce e della profondità di campo, deve essere al servizio del soggetto e dell'intenzione del fotografo. Si consiglia di utilizzare una reflex datata come "palestra" per affinare le proprie competenze tecniche.
7° Comandamento: Scatta in RAW come se fosse un JPEG [21:34]
Il settimo comandamento invita a scattare in RAW, ma con la stessa cura e attenzione che si dedicherebbe a un JPEG. Si sottolinea che la post-produzione è importante per sviluppare l'idea, ma il grosso del lavoro deve essere fatto al momento dello scatto. Si critica l'atteggiamento di chi demanda alla post-produzione la correzione di errori o la compensazione di carenze in fase di scatto. Si invita a ragionare da fotografi dietro al mirino, e non da post-produttori davanti al monitor.
8° Comandamento: La post-produzione rifinisce e non salva [23:40]
L'ottavo comandamento è strettamente legato al precedente e ribadisce che la post-produzione serve per rifinire e sviluppare l'idea, non per salvare uno scatto venuto male. Si critica l'abitudine di convertire una foto a colori in bianco e nero per mascherare problemi di esposizione o composizione. Si sottolinea che la post-produzione si fa anche in camera, ad esempio personalizzando i profili colore (come nel caso delle "ricette" Fuji). L'importante è cercare di fare il massimo possibile dietro al mirino, ragionando da fotografi.
9° Comandamento: 10 foto mediocri non fanno una storia [25:09]
Il nono comandamento sottolinea l'importanza della selezione delle foto. Si invita ad essere cinici e spietati nel scartare gli scatti mediocri, anche se si è affezionati ad essi. Si evidenzia come la capacità di individuare le foto che funzionano cresca con l'esperienza. Si critica l'abitudine di presentare portfolio composti da 10 foto che, singolarmente, non hanno forza. Ogni foto deve funzionare anche da sola, per poi rafforzarsi nell'insieme del servizio. Si consiglia di non riguardare subito le immagini dopo lo scatto, ma di farle "decantare" per guadagnare obiettività.
10° Comandamento: Stampa, il fotografo tramanda [28:20]
Il decimo comandamento, considerato quasi il più importante, afferma che il fine ultimo del fotografo è quello di stampare le proprie opere e tramandarle. Si critica la "polvere digitale" e la precarietà dei file conservati su cloud o hard disk. Si sottolinea il valore tattile ed emotivo della stampa, paragonandola alla lettura di un libro su carta. Si invita a fotografare i propri cari e a stampare i ritratti, creando un patrimonio affettivo duraturo. Si evidenzia come la stampa insegni ad essere selettivi e a dare il giusto peso alle foto. Si conclude invitando a non essere bulimici di scatti, ma a concentrarsi sulla realizzazione di poche foto valide e a stamparle.